Viaggio in Couchsurfing, sciogli i dubbi

Il viaggio in couchsurfing ormai sta diventando uno stile di vita. Come già accennato nell’articolo precedente vi permette di godere di un’esperienza unica.

Vivere in contatto diretto con la gente del luogo vi darà l’opportunità di scontrarvi con tradizioni che difficilmente puoi scoprire e imparare in altri modi.

Vogliamo condividere con voi la nostra prima volta in Couchsurfing, per permettervi di conoscere meglio questa realtà e sciogliere ogni timore.

La scelta di un viaggio in Couchsurfing

La decisione di intraprendere un viaggio in couchsurfing nasce da un collage di esigenze:

  • Abitualmente dormivamo in tenda od ostelli. Amiamo stare in contatto con storie di persone sconosciute, che vogliono raccontarsi durante una cena in una cucina comune. Ma avevamo programmato tardi il viaggio invernale in Norvegia, gli ostelli erano pieni e i campeggi chiusi.
  • Volevamo investigare su come le persone vivevano la loro quotidianità. Come fosse possibile rendere confortevoli quei lunghi pomeriggi senza luce, inconcepibile per noi meteoropatici che senza un raggio di sole ci deprimiamo. Quale soluzione migliore se non vivere con loro?
  • Dovevamo risparmiare. In questo modo avremmo potuto sfruttare il nostro budget per le infinite attività offerte da questo stato(paese già di per se molto costoso).

Così è nata l’idea di provare questo nuovo stile di viaggio solidale, fondato sull’ospitalità e la fiducia reciproca.

Sembrava la soluzione perfetta ai nostri problemi. Poter relazionarsi con una persona che condivide la tua passione, adattarsi al suo stile di vita e ridurre i costi eccessivi di una notte solitaria in albergo.

Essendo per noi una nuova esperienza le perplessità erano numerose, così ci siamo avvicinati lentamente. Partendo dall’iscrizione al sito abbiamo iniziato a studiare questo nuovo mondo.

I dubbi e i timori di una realtà sconosciuta

Dopo aver girato ed esaminato le pagine del sito eravamo pronti per la ricerca di un Host. Ma mille domande iniziavano ad affiorare nella mente.

Come faccio ad essere sicura che siano profili reali? con che persona avrò a che fare? se è un killer seriale di viaggiatori?

Se anche voi vi trovate nella stessa situazione, prima di inoltrare una richiesta ai possibili Host, dovete darvi una risposta.

Noi per riuscirci abbiamo analizzato ogni profilo prestando attenzione a questi dettagli:

  • Le referenze dell’Host. Questo è uno degli aspetti più importanti da controllare. Dopo un soggiorno il sito di Couchsurfing richiede ad entrambi gli interessati di lasciare un feedback sulla propria esperienza.

    Se il profilo che analizzate non ha referenze chiedetevi il motivo. Hanno preferito non recensirlo piuttosto che scrivere qualcosa di negativo o è solo un nuovo iscritto?

  • La coerenza delle informazioni del profilo. La descrizione personale dell’Host e della casa devono corrispondere con le foto pubblicate.

    Se il profilo non ha foto potete chiederle ma domandatevi sempre il perché delle scelte degli utenti.

  • Le conversazioni. Sul sito di couchsurfing le discussioni sono registrate e quindi sicure.

    Se un utente cerca di contattarvi fuori dal sito, con richieste o domande non coerenti al vostro soggiorno è un campanello di allarme.

    Sfruttate la chat del sito per conoscere la persona dall’altra parte dello schermo.

Ai profili che superano l’analisi potrete inoltrare richieste di ospitalità. Nelle lettere noi abbiamo spiegato ad ogni Host i nostri bisogni e il motivo per cui abbiamo scelto proprio il loro profilo.

Questo perché richieste anonime (i classici copia/incolla) possono risultare poco piacevoli.

Ma nuove domande sono sorte: come ci si comporta in queste occasioni? Io ospite ho degli obblighi?

Ovviamente no, non vi sono vincoli ne obblighi. Il tutto si basa sul principio dell’ospitalità, rispetto e fiducia.

Comportatevi come vi farebbe piacere che un ospite si comportasse a casa vostra.

La nostra esperienza

Heid accettò la nostra richiesta di ospitalità, si parte per la Norvegia.

Il primo incontro avvenne davanti a un ristorante di Harstad. Lei con la sua fidata bicicletta, noi con l’imbarazzo che trasuda dal primo “Hello”.

Una volta in casa fummo informati su tre cose: ragazzi la tele è rotta. Ragazzi lo scaldabagno funziona a tratti. Ragazzi i fornelli non sempre si accendono!

E’ la persona giusta per ospitarci. Lontana dai valori materiali, con un animo grande.

Indossa calzini di colori sempre diversi e non spegne mai le luci. Non le abbiamo mai chiesto il perché, era bello così!

Una sera ci portò in un bosco. Lei apriva la strada con una pila in testa, noi la seguivamo. Eravamo a caccia dell’ aurora boreale. Non l’abbiamo vista, ma ci siamo divertiti a correre e fare gli scemi tra la neve.

Quella stessa sera, più tardi, ci condusse su uno dei sentieri più romantici della zona, per poi allontanarsi silenziosamente e lasciarci soli. Eravamo solo sconosciuti, ma già suoi grandi amici.

Durante il soggiorno abbiamo avuto modo di conoscere lei e il suo piccolo mondo.

Ci presentò il suo amico Knut, grande fotografo. Andammo a trovarla al lavoro. Scherzammo a lungo seduti sul suo divano. Le cucinammo piatti italiani. Osservammo insieme per ore l’aurora boreale. Tutto questo, giorno dopo giorno, rafforzò la nostra sintonia.

Da semplici sconosciuti è nata un’ amicizia pura, piena di sorrisi. Perché questo è il Couchsurfing. Non tutte le esperienze saranno positive, ma ognuna ti dona qualcosa di nuovo.

Sicuramente ripeteremo questa esperienza. Stare a contatto con le persone del luogo ti permette di conoscere quei piccoli dettagli che spesso rimangono segreti.

Crescere la curiosità e la voglia di conoscere ciò che è diverso o lontano da voi.

Il viaggio in Norvegia si è rilevato ricco di emozioni, partendo dallo stile del viaggio per arrivare al bacio col lupo e l’avvistamento delle orche.

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